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La vita

Carlo Cappella, nato a Termoli (CB) il 23 giugno 1926, è stato Capostazione superiore delle FF.SS. presso la stazione ferroviaria della sua città.

La sua famiglia era composta dal padre Enrico, impiegato comunale nonchè valente pittore e poeta, dalla madre Maria Teresa Bontempo, di rispettabile estrazione sociale e da altri due fratelli più piccoli, Costanzo e Filomena.

                       

                       (1932 - Carlo Cappella bambino a scuola dalle suore - il quarto a sinistra della seconda fila partendo dal basso)

 

Carlo, ancora adolescente, già disegnava molto bene.

Si adoperò presto anche alla scrittura componendo le sue prime poesie ricercando la rima poetica per cogliere situazioni, motivi e stati d'animo del suo mondo circostante. Allo stesso modo scrisse anche brevi racconti in dialetto termolese.

Ben presto egli rivelò spiccate doti artistiche, un naturale talento per la poesia in vernacolo termolese e l'interesse per la ricerca della storia antica di Termoli, facendo il suo esordio con le prime tele ritraenti il Castello e la Cattedrale, con le prime poesie raccolte nel volume "Rintocchi" e con il volume "Le origini della mia città", la sua prima ricerca storica su Termoli antica.

In età adulta diventò personaggio tra i più noti in città, un uomo di multiforme ingegno e di laboriosa operosità, che segnò con le sue opere la cultura e l'arte locali.

Persona semplice e schietta, dall'aspetto ieratico e dagli impulsi generosi, Carlo fu un piacevole conversatore e amico di tutti, ricchi e poveri, sapienti ed illetterati; lavoratore instancabile e pieno di curiosità intellettuale, capace come pochi altri, di collegarsi all'anima popolare e per decenni essere punto di riferimento e memoria storica per studenti, studiosi di storia locale e cittadini.

Riservò sempre la sua attenzione, il suo impegno, la sua disponibilità in favore della gioventù e degli studenti, sia a livello elementare che universitario.

Grande è la mole delle sue opere pittoriche, dei suoi componimenti poetici e dei suoi manoscritti sulla storia antica di Termoli.

Pittore, scultore, poeta, scrittore, ricercatore e divulgatore di storie patrie e delle nostre tradizioni popolari, Carlo fu punto di riferimento e memoria storica per studiosi di storia locale, studenti e cittadini; tenace difensore della "termolesità" intesa come orgogliosa appartenenza ad una comunità con la sua identità storica, culturale e idiomatica.

Egli ha lasciato ai suoi concittadini tutte le sue opere, che costituiscono un ricco patrimonio culturale; è il lavoro di tutta la sua vita, realizzato con passione e competenza, scevro da interesse economico e raccolto, finchè rimase in vita, nel suo studio privato nell'antica torretta normanna, sita di fronte all'ingresso del Borgo antico, dove lui fondò l'archivio storico termolese e ne fu curatore per molti anni.

Questo prezioso lascito oggi viene custodito presso la Curia vescovile di Termoli, in attesa di essere sistemato presso la nascente biblioteca del seminario. Esiste un progetto a lungo termine per il quale copia di tutto il materiale verrà digitalizzato è resa pubblico in rete. Sarà questo in futuro, un importante strumento utile alla comunità cittadina, ma in ispecie alle nuove generazioni, per conoscere meglio le proprie radici e salvaguardare la propria identità culturale e i propri valori etici.

                                       (Un giovane Carlo Cappella al telefono in servizio presso la stazione ferroviaria di Termoli)

Tra le principali attività da lui svolte si ricordano:

  • Componimenti di narrativa (racconti) (1940);

  • Organizzatore del  "I° FESTIVAL CANORO" dei bimbi termolesi con l'intervento di Pippo Baudo (1959);

  • Realizzatore del carro di Carnevale "IL CASTELLO SVEVO", per la prima sfilata carnevalesca a Termoli (1968);

  • Presidente della "Filodrammatica termolese" e premio "TARGA D'ARGENTO" per il contributo di dieci anni di lavoro svolti (1969);

  • Ispettore onorario dei "monumenti, antichità ed opere" del comune di Termoli (1970);

  • Membro della bibilioteca "Gennaro Perrotta" di Termoli (1973);

  • Corrispondente della rivista culturale "Pungolo verde" di Campobasso (1976);

  • Consigliere "ad honorem" dell'Accademia "scienze, lettere ed arte" di Milano (1976);

  • Socio ordinario dell'Associazione culturale "Rotary club", sezione di Termoli dal 1977 al 1996;

  • Dirigente di rappresentazioni teatrali a Termoli: "ODISSEA", "I PECCATI DI GIUDA", "LA DIVINA COMMEDIA (1978), "GLI AVVISI DEL SACRESTANO";

  • Relatore di temi su Termoli in molte conferenze (1980/1990);

  • Fautore della nascita dei gruppi folkloristici "' 'A PARANZE" e " 'A SCHAFFETTE" e disegnatore dei relativi costumi (1982);

  • Realizzatore di un palco in legno in un'aula della scuola elementare "PRINCIPE DI PIEMONTE" per consentire agli scolari di svolgere alcune rappresentazioni teatrali (1985);

  • Medaglia d'oro in occasione della "V° CELEBRAZIONE DELLA GENTE DI MARE" (1990);

  • Fondatore e curatore dell' ARCHIVIO STORICO TERMOLESE;

  • Autore di:

       - sculture in legno o creta e di tavole plastiche, tradotte in incisioni su metallo alla stregua di dipinti            (il tema è sempre Termoli);

       - piante e schizzi in maxi formato del Castello Svevo, simbolo della città di Termoli;

       - nove calendari storici termolesi (il primo nel 1975).

  • Presepista di buon livello.

Carlo Cappella ha dato lustro alla sua città natale operando sempre per la crescita culturale della comunità termolese da lui tanto amata senza limiti nè distinzioni sociali.

Non sono mancate le umiliazioni ma molti sono stati i suoi convinti ammiratori che lo hanno definito con tanti appellativi diversi ma aventi un solo filo conduttore:

"MAESTRO DI MULTIFORME INGEGNO E DI LABORIOSA OPEROSITA' CHE HA TRADOTTO IL SUO AMORE PER TERMOLI IN ARTE E CULTURA"

Per organicità e completezza tutte le sue opere costituiscono oggi, nel loro complesso, uno strumento di primo ordine per la conoscenza della storia termolese.

 

 

 

Carlo Cappella è deceduto a Termoli il 31 marzo 2009 all'età di quasi 83 anni, ma vive ancora nella memoria di chi lo ha conosciuto e di chi ancora oggi gli vuole bene e lo apprezza per il suo talento culturale e la sua grandezza come artista polivalente.